Uovo di legno

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Ancora in uso, o un altro ciaffo in giro? É l’uovo di legno che serviva per rammendare le calze, in un tempo dove si prolungava al massimo l’uso dei vestiti e degli oggetti in genere.
Le prime collants erano di seta, molto costose, e chi poteva permettersele quando si rompevano le rammendavano inserendo nell’interno della calza questo uovo che permetteva di avere un punto di appoggio per passare il filo. In questo modo si prolungava la vita delle calze fino alla successiva rottura.

Dopo la Prima Guerra Mondiale i scenziati dovevano trovare un’alternativa sintetica al caucciù naturale, costoso e difficile di ottenere. Negli anni ’20 si erano scoperti alcuni componenti dei polimeri naturali, con cui i chimici cercarono di raggiungere un polimero sintetico. Una equipe di ricerca diretto da Wallace H. Carothers, della compagnia Du Pont, sviluppò il neoprene, primo caucciù sintetico comercializzato, producendo nel 1934, la prima fibra sintetica, un superpolimero elaborato con carbonio, aria e acqua, che era più resistente che la seta e poteva sfilarsi in fibre più sottili.
Nel 1939 questo materiale fu adottato per fare delle calze, rivoluzionando così il mondo della moda, vendendo nel primo anno 64.000.000 di paia. Le donne hanno gradito le calze di nylon perché erano graziose come le calze precedenti di seta e duravano più a lungo. Le calze di nylon inoltre si asciugavano molto più velocemente della seta dopo lavate.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, le calze di nylon erano limitate perché tutto il nylon disponibile era utilizzato per fare i paracaduti. La produzione delle calze di nylon ha ricominciato il suo sviluppo dopo la fine della Guerra.

Perché il nome Nylon? Si dice che nel 1940 John W. Eckelberry della Du Pont dichiarò che le lettere "nyl" furono scelte a caso ed il suffisso "on" fu adottato perché era già presente in nomi di altre fibre (cotone, in inglese cotton, e rayon). Una successiva pubblicazione della Du Pont spiegò che il nome scelto inizialmente fu "no-run", dove "run" assumeva il significato di "unravel", "disfarsi", e che fu modificato per migliorarne il suono ed evitare potenziali reclami.
Una leggenda urbana vuole che nylon non sia altro che l’acronimo di: Now You Lose Old Nippon. Questo perché in seguito agli avvenimenti della Seconda Guerra Mondiale il Giappone impedì l’importazione di seta dalla Cina che serviva agli Stati Uniti per tessere i paracaduti dei soldati. A questo punto gli Stati Uniti si ingegnarono e crearono questo nuovo materiale sostitutivo dandogli appunto tale acronimo. Un’altra leggenda urbana vuole invece che il nome derivi da quelli di New York e Londra, ma nemmeno di questo si ha evidenza. (Fonte: "http://it.wikipedia.org/wiki/Nylon")

Come dicevamo precedentemente, durante la guerra, la produzione di calze diminuì, allora le donne si dipingevano le gambe e si disegnavano la riga per simulare la cucitura e fingere così che indossavano la calza di seta. Le calze di nylon, portarono come vantaggio la eliminazione di questa riga che doveva portarsi rigorosamente dritta.

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