Palazzo Barolo: la storia di un edificio ispirato a Dante Alighieri

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La serie che mi piace di più delle schede telefoniche argentine è quella dedicata alle Cupole della città di Buenos Aires. Una che mi sta molto a cuore è questa della cupola del Palazzo Barolo, edificio dove ho lavorato nei primi anni della mia carriera. Scopriamo la storia che c’è dietro a questo elemento architettonico d’influenza italiana in Argentina.

Progettato come santuario per il poeta italiano, il Palazzo Barolo riflette nella sua architettura le chiavi della "Divina Commedia".

Nella decade 1910 ci sono stati due italiani, l’industriale tessile Luigi Barolo (1869-1922) e l’architetto Mario Palanti (1885-1979), che sognavano con portare le cenere del poeta Dante Alighieri a Buenos Aires, perciò costruirono un santuario. Il terreno scelto sull’ Avenida de Mayo, il corso più importante di Buenos Aires a quell’epoca, ha due fronti, uno su questo corso, e l’altro sulla via Hipólito Yrigoyen.
Sin dall’inizio la Avenida de Mayo era stata benefiziata con una normativa che permetteva un’altezza massima di 20 metri. Perciò Barolo debbe tramitare un permesso speciale per edificare 4 volte in più. Le autorità considerarono che il nuovo edificio servirebbe per essaltare la cupola del Congreso Nacional (1916). Il Barolo fu inaugurato il 7 luglio 1923.
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Il Palazzo Barolo è stato dichiarato monumento storico nazionale nel 1997 ed è un attrattivo per i turisti. Si potrebbe dire più che un edificio è una leggenda.
Le strane forme progettate da Palanti attraggono anche ai cineasti: l’attore Christopher Lambert si rifugiava qui in una scena di "Highlander II" (1991), da Rusell Mulcahy. La televisione giapponese, tra altre, lo mostrano come simbolo porteño.
In alcuni dei 261 uffici del Palazzo Barolo ci sono stati inquilini come l’ex presidente Marcelo T. de Alvear e la pittrice Raquel Forner.
Il palazzo celebra la prosperità di un immigrante italiano a Buenos Aires, il proprio Barolo, che morì prima l’inaugurazione. La leggenda si acrescenta con le avventure del architetto Palanti. Pittore e scultore, aveva progettato il Padiglione Italiano per la esposizione del Centenario a 1910. Dopo il Barolo, lo fece costruire a Montevideo un altro edificio gemello —il Palazzo Salvo, di 26 piani— finchè ritornò in Italia per offrire a Benito Mussolini i suoi servizi, senza successo.
Costruito in uno stile architettonico che mischia elementi del gotico veneziano e l’architettura religiosa dell’India, questo palazzo meravigliò dall’inizio ai suoi contemporanei. Gli esperti, come lo storico dell’architettura argentina Carlos Hilger, assicurano ch’è il miglior esempio locale della "architettura esoterica" degli inizi del secolo XX. Nel libro "Arquitectos europeos y Buenos Aires, 1860-1940", racconta che Palanti convinse Barolo dell’imminenza di una nuova guerra europea e della necessità di preservare qui le cenere di Alighieri, dato che nel 1921 si celebrerebbero sette secoli della sua morte.
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Secondo Hilger, l’edificio è pieno di referenze alla Divina Commedia. Le bugie del faro rappresentano i nove cori angelici e la rosa mistica. Sul faro c’è la costellazione della Croce del Sud, che si può vedere allineata con l’asse di simetria del Palazzo Barolo nei primi giorni del mese di giugno alle 19:45.
Il piano dell’edificio e la sua distribuzione si fecero sulla base della sezione aurea e il numero d’oro, proporzioni e misure d’origene sacro, che per Palanti, si trovavano nella metrica del poema. La divisione generale dell’edificio come nel poema, è in tre parti: Inferno, Purgatorio e Cielo. Il piano terra è l’inferno, i primi 14 piani sono il Purgatorio, i piani restanti sono il Paradiso, il faro rappresenta a Dio.
Il numero di gerarchie infernali è il nove, come nove sono le volte d’accesso all’edificio, che rappresentano passi d’iniziazione. Ognuna delle volte ha frasi in latino presse da nove opere diverse, dalla Bibbia a Virgilio. La cupola si ispira nel tempio induista Rajarani Bhudaneshvar (S. XII), dedicato alla religione Tantra, rappresentando anche l’unione tra Dante e Beatrice.
I canti della "Divina Commedia" sono cento, come i cento metri di altezza dell’edificio. La maggioranza dei canti del poema hanno 11 o 22 strofe, i piani dell’edificio sono divisi in 11 moduli per fronte, 22 moduli di uffici per blocco. La altezza è di 22 piani. Questo complesso di numeri rappresenta il circolo, che era la figura perfetta per Dante.
Le cenere del Dante riposerebbero sotto la volta centrale, su un punto di bronzo nel piano terra, nel Pasaggio Barolo. L’architetto Palanti creò per questo una statua di bronzo di 1,50 metro di altezza, "Ascensione”, che rappresentava l’espíritu del poeta appoggiando i suoi piedi su un condor che lo porterebbe al Paradiso. Insomma, Dante uscirebbe dal Purgatorio verso il Paradiso passando dalla Croce del Sud. Ma tutto questo non è stato possibile: le sue ceneri non uscirono mai dall’Italia.

Fonte: Vanguardias argentinas: obras y movimientos en el siglo XX. Diario de arquitectura Clarín.

4 pensieri riguardo “Palazzo Barolo: la storia di un edificio ispirato a Dante Alighieri

  1. mirá vos… paso de vez en cuando por el Palacio Barolo pero no conocía (hasta que leí tu post) la conexión con la Divina Comedia! Muy interesante 😉
    los leo desde Bs.As., soy traductora de Italiano.
    Un abrazo a todos… e tanti auguri di buone Feste,
    con affetto,
    Natalia

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  2. Allora mi capirai se ti rispondo in italiano 🙂
    Ciao Natalia, siamo molto contente di sapere che di qualche modo abbiamo fatto un contributo alla conoscenza della storia di questo magnifico palazzo.
    Tante grazie per averci letto, con la speranza di che continui a farlo ti auguriamo anche a te BUON NATALE e un FELICISSIMO 2007.
    Con affetto,
    Mariana

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  3. Ciao, mi fa piacere aver trovato questo sito perchè quest`anno con un gruppo di alunni del laboratorio d`italiano all`Università della Terza Età di Santa Fe, in Argentina, comincieremo a leggere alcuni passi di La Divina Commedia e l`informazione sul Barolo e l`opera di Dante sarà molto interessante per aggiungerla ai contenuti da studiare.
    Grazie e a presto.
    Cecilia

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  4. Ciao a tutti,
    ho vissuto un anno a Buenos Aires e naturalmente sono andato a visitare il Palazzo Barolo, sicuramente uno degli edifici piu’ maestosi della capitale argentina (il che’ e’ tutto dire…). Il palazzo e’ stupendo, le allegorie con la Divina Commedia sono fantastiche, ma il tour in se’ e’ davvero scadente. In pratica danno due cenni due su come ed il dove gli architetti italiani si sono ispirati alla Divina Commedia e ti portano in cima al palazzo su varie piccole ascensori (magnifiche!) dove si puo’ ammirare il paesaggio piu’ stupendo di Buenos Aires. Non c’e’ pero’ nessuna visita all’ “Inferno” (i piani sottoterra voglio immaginare) ed oltre alcuni “mostri” attaccati ai pilastri nel piano terra non viene data alcuna indicazione… Sono sicuro che ci saranno decine e decine di cose da vedere di quel palazzo e di “ispirazioni” alla Divina Commedia ma la visita guidata sotto questo punto di vista e’ davvero scadente. Ad ogni modo una visita a questo palazzo e’ obbligatoria durante una gita a Buenos Aires, non perdetevelo!!!
    Pierpaolo Russo

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  5. Vivo in Italia da 45 anni, ma da pensionata vengo a Buenos Aires la mia adorata citta, ogni anno, ed è da quando viaggio spesso che me no sono accorta di quanto è bella la mia citta….conosco Palazzo Barolo lo vedo ogni volta, e lo trovo sempre più bello, come d’altronde è tutta la architettura di Bs,As.di quei tempi, c’è di tutto, coloniale, barocco ecc, di tutte le civilta che sono emigrate in sud america, il Barolo c’è identico anche a Montevideo. bacioni.

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  6. Sono ritornato nella Capital federal in dicembre 2008. Ho visto il palazzo “Barolo”. Veramente affascinante e soprattutto pieno di mistero. Del resto tutta la città lo è. Questa è la seconda volta che la isito, ma penso di tornarci ancora. Buenos Aires con i suoi palazzi di vari stili ci fa comunque sentire noi europei a casa nostra. Io sono italiano e la trovo veramente suggestiva una vera città cosmopolita. La prima volta ci sono venuto nel 1997 ma c’era un clima più teso, ora l’ho trovata piacevole. Ne ho già nostalgia.

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  7. torno ora da buenos aires che trovo una città fantastica. ho visitato il palazzo barolo che mi ha affascinata per la bellezza e per i simboli che conserva. ho cercato in molte librerie di baires un libro sul detto palazzo senza trovarlo. esiste una pubblicazione? mi piacerebbe avere informazioni in merito. grazie. paola

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  8. Ci sono delle pubblicazioni dove si parla del palazzo, pero non c’è un libro specifico. Comunque se ne so qualcosa ti faro sapere.
    Grazie mille della tua visita sia a Buenos Aires come a questo nostro blog.
    🙂 🙂 🙂

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  9. In gennaio dell\ anno scorso cercando La Cruz del Sur, ho scoperto el Palacio Barolo. Da quel momento sto pensando a come vederlo. Colpisce il genio italiano!

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  10. Posso dire in piu\. Nel museo di Dante ho visto il filmino della societa\ Dantesca. Realmente ho visto le anime salire al cielo creando una rosa bianca, com\ha\ dipinto Dore\. Sicuramente se non avessi visitato il Museo, non riuscirei a capire perche\ ho scoperto el Palacio Barolo. Son riuscita ad unire la Stella Polar con La Cruz del Sur (la Stella Polar della poesia de Lorca Veleta), la mia ossesione.

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