Un pomeriggio ai magazzini GUM

Nell’estate del 1980 mi sono laureata, ma quell’estate la ricordo anche per una notizia drammatica della storia d’Italia, la strage alla stazione di Bologna, la città in cui avevo studiato per quattro anni. Ogni volta che passo in stazione, impossibile non guardare quello squarcio sulla parete, quella grande ferita per non dimenticare le numerose vittime.

Quell’estate ci furono anche le olimpiadi a Mosca. Ricordo che mio padre aveva preparato il viaggio per quattro anni, lui e alcuni amici. Ogni mese avevano messo da parte dei risparmi per pagare il viaggio e il soggiorno di dieci giorni a Mosca. E arrivò il giorno della partenza, in treno da Ancona fino a Milano. Poi viaggio aereo con la compagnia russa Aeroflot: Malpensa-Budapest-Mosca.

Arrivato a Mosca, mio padre e tutti gli amici alloggiarono in collegi studenteschi, ricorda ancora le finestre senza persiane, come molte case dei paesi dell’Est Europa e servizi igienici diversi da quelli a cui erano abituati in Italia.

Eccolo sulla Piazza Rossa con alcuni componenti del gruppo.

Gruppo a Mosca

A Mosca passarono i giorni tra stadio, visite guidate ai monumenti della capitale russa, escursione sulla Moscova e un po’ di shopping in pieno centro. Tornò con dei regali: l’immancabile balalaika, le matrioske un simbolo della cultura popolare russa, un souvenir a cui non tutti i turisti non rinunciano. Un paio di collane e bracciali di ambra per me e per mia madre. Ricordo anche uno scialle con le frange come questo, forse fabbricato nella cittadina di Pavlovo, famosa per questa produzione.

scialle russo

Tutto venne acquistato presso i magazzini Gum che lui ricorda fossero aperti solo per i turisti. I magazzini hanno una lunga storia, come è documentato nel sito internet. Negli ultimi anni i magazzini sono diventati anche un luogo di incontri e sede di mostre internazionali.

Mio padre portò in regalo anche un morbidissimo colbacco e a quell’acquisto è legato un fatto curioso. Mio padre lesse 11 rubli come prezzo, invece alla cassa la commessa lo informò che il prezzo era molto più alto, 110 rubli. Era troppo tardi, i magazzini erano troppo affollati e fu così che quel pomeriggio mio padre esaurì tutti i rubli che aveva a disposizione.

Allo stadio grandi emozioni. Fu l’anno della vittoria dei 200 m di Mennea. Immagini che grazie a YouTube, possiamo rivedere con il commento originale del telecronista Paolo Rosi.

Mennea vittoria 200 m a Mosca

Mio padre ricorda molto bene anche le altre imprese degli altri italiani nell’atletica leggera. La medaglia d’Oro di Sara Simeoni, che saltando m 1.97 stabilì il record olimpico.
Il terzo Oro arrivò da Maurizio Damilano nei 20 km di Marcia. E alla fine, come tanti, fu colpito dalle lacrime di Misha, la mascotte delle Olimpiadi di Mosca 1980.

Misha tears

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4 pensieri riguardo “Un pomeriggio ai magazzini GUM

  1. Bellissimo ricordo, un ringraziamento speciale a tuo padre, carissima Gianna.
    Può essere… pure io mi sono commossa con Misha!!!
    🙂

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