Lo sciroppo d'Orzata e Salomone, il pirata pacioccone

salomone.pirata-paciocc..jpg pirata Fabbri

L’orzata è un ricordo dell’infanzia, in frigo d’estate c’era spesso la bottiglia dello sciroppo da allungare con acqua. Ieri ne ho acquistata una bottiglia, per riassaporare quel gusto dimenticato. Oltre a scoprire che contiene un estratto del misterioso benzoino. Cercando in rete mi è tornata in mente la pubblicità della nota azienda inventa bibite, che sforna sciroppi e altri prodotti da più di cento anni. Una storia iniziata nel 1905, nella bassa ferrarese di Portomaggiore, quando Gennaro Fabbri rilevò una vecchia drogheria con tinaia e iniziò a produrre liquori, quindi “marena” al frutto e sciroppi.

Durante il Carosello, negli anni sessanta, la pubblicità della Fabbri era affidata al personaggio Salomone, Pirata Pacioccone. Il personaggio fu creato nel 1965 dal disegnatore Ebro Arletti e con lo sceneggiatore Guido De Maria, venne il cartone animato “Salomone”, un bucaniere un po’ in sovrappeso che navigava per i sette mari con una eterogenea ciurma, sempre alla ricerca di fantomatici bottini e tesori. Grande pancia e baffi all’insù, il pirata e la sua ciurma erano “responsabili” della domanda-tormentone «Cappetano, lo possiamo torturare?», un modo di dire che entrò nel linguaggio comune. In ogni puntata Salomone raffreddava gli animi della ciurma con il suo famoso «Porta pasiensa», frase magica che salvava il prigioniero di turno da una tortura «per farlo parlare». Ovviamente la soluzione era un prodotto Fabbri.

Salomone, pirata pacioccone

Non ricordavo i gadget che lo raffigurano. Questo tritaghiaccio per preparare gli sciroppi come vi pare?

Tritaghiaccio_Pirata

Sapete chi lavorarono ai testi della pubblicità?
Francesco Guccini e il compianto Bonvi, eccoli nella foto.
guccini e bonvi

Fonti: www.culturadelbere.it, www.coolmag.it, cattivamaestra.blog.lastampa.it

2 pensieri riguardo “Lo sciroppo d'Orzata e Salomone, il pirata pacioccone

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