Viaggio a Vicenza: il vero viaggio

Ecco gli appunti  della mia amica Antonella che mi ha accompagnato a Vicenza in occasione del mio ultimo viaggio di lavoro… Cosa mi è successo  il 20 ottobre scorso? Prenotato treno in tarda mattinata Ancona – Padova, cambio Padova-Vicenza e contando sulle coincidenze giuste sarei dovuta essere a Vicenza per le ore  16, in  tempo per partecipare alla sessione del convegno scientifico. Come è andata?

Vicenza 2016.

Arrivata”  “Io a breve“: la mattina comincia così,  con Gianna ed io che ci scambiamo un messaggio prima di incontrarci alla stazione poco prima di mezzogiorno. Stiamo per partire per Vicenza per un convegno al quale lei dovrà partecipare. Tutto tranquillo,  bagagli e biglietti, progetti di passeggiata in centro, cena tipica, le solite chiacchiere in treno… si, ma salirci su quel treno! Dall’altoparlante arrivano notizie sempre peggiori sul ritardo, cresce ma per un triste motivo, purtroppo. Da non crederci.
Comunque non possiamo salire sul treno prenotato, il ritardo è decisamente troppo ed allora decidiamo per un regionale veloce che sta per partire…Nel migliore dei casi potremo sempre scendere in una stazione intermedia e risalire, no? Così arriviamo con poche certezze a Pesaro, ma senza che il treno prescelto ci abbia superato: buon segno, forse riusciremo ad arrivare a Padova,  poi un regionale per Vicenza, uno qualsiasi e finalmente saremo alla meta.
Ma no, a Pesaro il ritardo del treno Frecciabianca che aspettiamo continua a salire fino a ben 80 minuti. Tipico, per non farti sentire male Trenitalia non ti annuncia un’ora  e venti di ritardo,  nel tempo che riesci a ragionare, il ritardo è di nuovo aumentato. Mai disperare, alla fine il treno arriva e siamo finalmente sedute ai nostri posti sul Frecciabianca, arriviamo a Padova ma il ritardo non ci lascia molta scelta: o un regionale o un Frecciarossa che sta per arrivare.. Nel poco tempo a disposizione prima della scelta finale scappo verso il supermercato: non posso lasciarmi sfuggire la polenta bianca!
In cinque minuti missione compiuta e via, a scroccare un viaggio su Frecciarossa appena arrivato e per nostra fortuna di passaggio per Vicenza.  Questa fortunata combinazione ci permette di arrivare in albergo, lasciare i bagagli e raggiungere la sala conferenze….
Io trafelata mi accomodo su una poltroncina dell’ultima  fila, Gianna tiene il suo bell’intervento, con un piglio che non fa trasparire la concitata giornata che ci ha portate fin quassù.
Adesso che tutto è concluso ci concederemo una piacevole serata di parole in libertà e scoperte gastronomiche. Dove decidiamo di andare? Seguiamo il consiglio del portiere dell’Hotel e ci dirigiamo al Ponte delle Bele in centro. Eccoci sedute e sui nostri piatti una delle più classiche ricette venete: il baccalà alla vicentina, dalla lunga e lenta cottura in una cremosa salsa di latte ed olio, accompagnato da fette di polenta.
Prima di rientrare in albergo decidiamo di fare una passeggiata di notte  in centro, scoprendo una città silenziosa, dove si sentono i miei tacchi scandire i passi nelle strade vuote, mentre un’aria fredda ci avvolge.
Vetrine eleganti, piccoli scorci dell’interno dei negozi, fontane con zampilli d’acqua ci accompagnano fino alla piazza dove troviamo il taxi che ci riporterà indietro.
Il mattino ci raggiunge dopo un sonno che ci ha fatto recuperare la fatica del giorno prima: fuori un cielo terso ed azzurro, il sole, fanno sperare in una piacevole conclusione della nostra trasferta. Gironzoliamo senza una vera meta curiosando in una bella cartoleria,  sbirciando orecchini in una famosa gioielleria nell’ancora più famosa piazza,  invasa dagli stand della festa del cioccolato: un tripudio di forme, colori e soprattutto profumi che riempiono occhi e narici.
Ci sottraiamo alle tentazioni, per il momento, tanto ci ripasseremo più tardi.
Ci ritroviamo così ad entrare nel gioiello più sorprendente della città,  il Teatro Olimpico.
Sotto un soffitto dove nuvole rosee si stagliano su un cielo azzurro pallido, una ripida gradinata in legno ha accolto una folta scolaresca che ascolta le spiegazione di una guida,  le cui parole arrivano anche a noi.
Ci racconta così del come e del quando,  di chi e perché costruì un teatro con un palcoscenico così  sorprendente, dalle prospettive mutevoli come i punti di vista.
Ma la visita e’ già finita e con un pochino di rammarico anche noi usciamo all’esterno.
Ormai la mattinata volge alla fine ed anche il nostro giro in città: ora non ci resta che chiudere le valigie e ritornare verso casa.
Ma non manca ancora un tocco di sorpresa: uno sciopero dei treni….
Si, ma le Frecce viaggiano comunque,  quindi nulla da temere: ci aspetta un tranquillo quasi noioso rientro.
Allora, alla prossima!


Grazie Antonella per il racconto e per le foto scattate in questa bellissima Vicenza!!

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